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50 anni con Avvenire da “artigiani di pace”

LUCIA

BELLASPIGA

“Artigiani di pace” è il tema della 50esima Festa di Avvenire in corso a Lerici e arrivata questa sera al culmine nell’incontro con il cardinale Jean-Marc Aveline, presidente della Conferenza episcopale francese, giunto apposta da Marsiglia. “Artigiani”, dunque, parola antica e nobile, oggi legata più spesso al lavoro manuale, ma la cui radice – “arte” – ci riporta proprio al cuore di questi 50 anni di “feste” tra il nostro quotidiano e la comunità parrocchiale di Lerici: di giorno in giorno, di anno in anno, di decennio in decennio, la paziente tessitura di un percorso culturale, spirituale e sociale che solo un’alchimia perfetta può portare avanti per mezzo secolo.

E d’altra parte artigiano è anche lo stesso arcivescovo di Marsiglia, tessitore a sua volta di dialogo, pace, incontro tra popoli, culture, religioni. La sua stessa biografia inizia, inconsapevolmente, riavvicinando i lembi di quel mare Mediterraneo sulle cui sponde opposte il cardinale Aveline prima è venuto al mondo (è nato in Algeria nel 1958) e poi è emigrato (in Francia, già da bambino). Tra le sue molteplici iniziative, la Nave della pace che ha “varato” e affidato ai giovani affinché solcassero il suo mare diffondendo un messaggio di riconciliazione. In un’epoca in cui il pianeta è di nuovo ostaggio di governanti che sottraggono agli accordi internazionali la stabilità del mondo cercandola invano nelle armi, Aveline questa sera (ore 21, Rotonda Vassallo) porterà il messaggio potente di una Chiesa che è unica voce in controtendenza, faro di civiltà ancora capace di orientare i popoli. Alla fine della serata, riceverà il prestigioso “Premio Narducci”, ideato da don Franco Ricciardi, fondatore della Festa nel 1976 e per 22 anni parroco a Lerici. Ma prima ancora, alle 18, lo stesso Aveline presiederà la Messa nella parrocchia di San Francesco, concelebrando con il vescovo Luigi Ernesto Palletti e scoprendo una targa dedicata proprio a don Franco Ricciardi, ancora impresso vividamente nell’affetto dei parrocchiani. In queste settimane si sono svolti numerosi eventi nel programma della 50esima Festa di Avvenire, dalle tante sagre (affollatissime e ormai così tradizionali da coinvolgere un vero esercito di volontari, capitanati dal parroco don Federico Paganini: dai cuochi alle decine di bambini istruiti a perfezione per servire la folla ai tavoli), ai concerti, alla Caccia al tesoro per bambini e famiglie dedicata a “Popotus”.

Il tutto avrà termine domani sera alle 21 alla Batteria Militare di Maralunga con la commedia brillante “Amassé a sitèla” (“Uccidete la zitella”) di Gian Carlo Pardini, recitata in dialetto lericino dai bambini e ragazzi della compagnia “Marilontani” fondata 27 anni fa da Giuly Rolla: da allora ogni anno i giovanissimi attori di Lerici scelgono un’opera teatrale italiana o straniera, durante l’inverno capitanati da Giuly la traducono in lericino, la studiano a memoria e, con talento che nulla ha da invidiare alle compagnie dialettali professionali, in estate la portano in scena, per la regia di Olga Tartarini e della stessa Rolla.

Una bella occasione per ridere alla classica “commedia degli equivo-ci”, ma anche per assaporare il valore insostituibile della parlata dia-lettale, che le giovani generazioni di Lerici apprendono proprio grazie al teatro e portano avanti nella scuola della vita: i piccoli attori di 27 anni fa, infatti, sono intanto diventati adulti, e oggi sul palco salgono insieme ai loro figli. Anche in questo, Avvenire ha detto la sua: «È stato proprio Avvenire fin dagli anni Settanta a rilanciare a Lerici la passione per il dialetto, con le rappresentazioni degli altri due gruppi teatrali di allora, Le briciole e Le bricioline, sempre in cartellone durante la festa estiva del giornale» ricorda Rolla. “Marilontani” è arrivata dopo, grazie di nuovo al sogno dell’allora parroco don Franco di onorare la Madonna di Maralunga (appunto “mari lontani”), oggetto di devozione dal 1480, quando il Golfo restituì la poppa di un brigantino naufragato chissà dove, con l’immagine dipinta di due Madonne.

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I piccoli volontari della Festa con la maglietta celebrativa della 50esima edizione

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