A Castel Volturno anche il sindaco si oppone «Nessuno vuole una struttura del genere»
Antonio Maria Mira
IN CAMPANIA SI ALLARGA IL FRONTE DEL «NO»
Anche l’amministrazione comunale di Castel Volturno si oppone alla decisione del Governo di realizzare un Cpr sul proprio territorio. « Nessuno vuole una struttura del genere» annuncia il sindaco Pasquale Marrandino, alla guida di una giunta di centrodestra, riferendo che mercoledì il Consiglio comunale ha votato quasi all’unanimità un ordine del giorno nel quale si esprime « preoccupazione e contrarietà politico-istituzionale rispetto alla realizzazione del Cpr». E si chiede «al Governo di rivalutare complessivamente l’intervento previsto». L’occasione dell’annuncio è l’iniziativa promossa dall’associazione Libera e da varie altre organizzazioni, ospitata nell’aula del Consiglio comunale.
Presente anche l’arcivescovo di Capua e Caserta, Pietro Lagnese che per primo ha condannato la scelta del Cpr. Ora è soddisfatto della presa di posizione del Comune. «Questa battaglia si vince solo mettendosi insieme. La nostra è un’ostinata resistenza e diciamo no al Cpr a Castel Volturno e anche altrove». E denuncia «le menzogne che sentiamo ogni giorno. Di chi identifica le violenze coi migranti, di chi parla di invasione, di chi dice che col Cpr saranno risolti i problemi di sicurezza ». Invece, insiste, “noi diciamo no perché non si può costruire una Castel Volturno nuova sulla pelle dei migranti. E diciamo sì alla dignità di ogni persona». Ragionamenti analoghi fa Tina Cioffo, coordinatrice del Comitato don Peppe Diana. « Non siamo solo contro il Cpr ma vogliamo lottare per i diritti fondamentali. La nostra voce si alzerà sempre di più. Non ci stancheremo. Siamo l’esercito dei buoni». Come Antonio Casale, responsabile del Centro Fernandes, esempio positivo di condivisione. « Abbiamo aiutato tanti “clandestini” arrivati qui senza nulla, neanche un pezzo di carta. Mi chiedono di pregare per non finire nei Cpr ». Invece, denuncia Francesca Rispoli, copresidente nazionale di Libera, «qui vogliono realizzare un recinto per persone che non hanno fatto nulla, se non fuggire da guerre e fame ». E l’assurdo è che «questa zona è un’area protetta dalla Ue per chi giunge il volo, gli uccelli migratori, ma la chiudono per chi giunge a piedi». Il sindaco rivendica come altri soldi siano stati spesi bene, proprio per i migranti. Sono i fondi del Pnrr destinati al superamento dei ghetti. «Castel Volturno è tra i pochi comuni che non li ha persi» Il comune casertano ha ristrutturato 4 villette confiscate alla camorra che ospiteranno 80 migranti, tra i quali anche soggetti fragili, con disagio mentale. In centinaia raggiungono l’area destinata al Cpr, per formare una catena umana. ««Zona sottoposta a vincolo umanitario », recita uno striscione. Sullo sfondo, oltre il cancello, stagni, macchia mediterranea, il volo degli uccelli. Natura libera.
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Marandino, alla guida di una giunta di centrodestra, chiede al Governo «di rivalutare l’intervento previsto». Soddisfatto l’arcivescovo Lagnese: «Battaglia che si vince solo mettendosi insieme»

La catena umana nell’area dove dovrebbe sorgere il Cpr per dire «no»