«Nella memoria del cammino un impegno costante di libertà»
IL VESCOVO DI LA SPEZIA-SARZANA-BRUGNATO
Monsignor Luigi Ernesto Palletti è vescovo di La Spezia - Sarzana - Brugnato da fine 2012. Questa per lui è la 14esima Festa di Avvenire.
Cosa significa un evento simile per la sua diocesi ?
50 anni di Festa di Avvenire manifestano un interesse davvero costante. Comunicazione, verità e libertà devono sempre andare di pari passo: solo sull’oggettività della notizia, letta e approfondita, si forma un pensiero critico e costruttivo. Non è pensabile una comunicazione della verità se non in una libertà autentica, né c’è reale espressione di libertà se non nella verità delle proprie affermazioni. Ecco l’importanza di strumenti che lo permettano, aiutando a entrare nello spessore della notizia.
La diocesi da sempre è attenta alla comunicazione sociale...
La comunicazione, fondamentale per la vita quotidiana, a maggior ragione lo è per la vita di fede. La fede stessa nasce dall’annuncio, che si fa voce di quel Dio che ama l’uomo, si manifesta facendosi uomo e che proprio nel Signore ci rivela il mistero del Padre. Già la primitiva comunità cristiana sentiva la necessità di tramandare, non solo oralmente ma anche con gli scritti, la sua esperienza. Facile comprendere quanto tutto ciò sia importante per ogni credente, e in particolare per coloro che il Signore ha chiamato a essere pastori del popolo di Dio.
La presenza del cardinale Aveline ci richiama al Mediterraneo come mare di pace e di dialogo. La Spezia, città di mare, come si pone in questo contesto?
Il Mediterraneo è crocevia di culture, troppo spesso è diventato invece luogo di morte e sofferenza. A tutto questo dobbiamo essere attenti non solo nelle grandi iniziative ma anche in piccoli gesti, capaci di plasmare la cultura. In questi anni la nostra Caritas si è molto impegnata nell’accogliere i migranti, come altre associazioni. Dobbiamo favorire il dialogo, in una mediazione culturale autentica, capace di comunicazione, conoscenza e corretta integrazione tra persone con culture, abitudini di vita e fedi diverse.
Cosa insegna la Festa di Lerici?
Questi 50 anni fanno memoria di un cammino voluto e percorso con perseveranza. E continuano a interpellarci perché non venga meno il dialogo rispettoso, alla radice di ogni autentico progetto umano e della pace che chiediamo al Padre celeste.
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Per monsignor Luigi Ernesto Palletti l’evento che la diocesi ospita da mezzo secolo parla della fedeltà a una convinzione: occorre scegliere gli strumenti per costruire «un pensiero critico e costruttivo»